CI: NO agli antibiotici – parte 1

DIECI RAGIONI PER CUI NON SI DOVREBBERO UTILIZZARE GLI ANTIBIOTICI DURANTE UN ATTACCO DI CISTITE INTERSTIZIALE: PARTE 1

Autrice Jill Osborne (traduzione libera, vai all’articolo in inglese)

infezione batterica urinaria 320x209 CI: NO agli antibiotici   parte 1Quando i sintomi della Cistite Interstiziale o della prostatite praticamente sono simili a quelli di un’infezione della vescica, è naturale per i pazienti e i medici di gestire il trattamento dei sintomi urinari con l’utilizzo di un antibiotico. Su ammettetelo! Probabilmente avete fatto irruzione nel vostro armadietto dei medicinali nel mezzo della notte per prendere un antibiotico che vi ha salvato. Oppure potreste avere ordinato degli antibiotici tramite internet (in italia credo sia vietato ?). Un modo disperato per trattare una situazione disperata della tua vescica, giusto ?

10 BUONE RAGIONI PER NON UTILIZZARE GLI ANTIBIOTICI

  1. Un’infezione batterica raramente causa attacchi di Cistite Interstiziale o di Prostatite. I pazienti che soffrono di cistite interstiziale sono raramente positivi ad infezioni batteriche e solo il 7% degli uomini che vanno dal medico per la prostatite hanno un’infezione in atto. Il restante 93% ha altre problematiche in corso nel loro corpo, come la sintomi cistite uomo CI: NO agli antibiotici   parte 1cistite interstiziale, la disfunzione del pavimento pelvico, le nevralgie del pudendo ecc. Gli esperti affermano che gli antibiotici devono essere prescritti solo dopo aver eseguito un’urinocoltura e dei test di sensibilità agli antibiotici, per verificare non solo il tipo di batteri coinvolti, ma anche l’antibiotico più efficace per trattarli.
  2. Non lasciatevi ingannare! Molti antibiotici hanno un effetto anti-infiammatorio che può dare un sollievo temporaneo, ma non trattare la Cistite Interstiziale e la prostatite cronica non batterica (tipo 3). Invece l’uso degli antibiotici a lungo termine può portare ad alcune complicazioni pericolose.
  3. Il rischio di Clostridium difficile. L’uso di antibiotici sconvolge la normale flora batterica nell’intestino che può poi portare ad una crescita eccessiva di un altro batterio, il Clostridium difficile . Questo batterio può causare una terribile infiammazione del colon (colite) che si manifesta solitamente sotto forma di diarrea sanguinolenta. E’ inoltre responsabile di più di 450.000 infezioni ogni anno e quasi 15.000 morti. Negli ultimi anni, è anche diventato molto più resistente ai farmaci ed è ora etichettato come “superbatterio”. Il Clostridium difficile è altamente contagioso e può portare a complicazioni gravi che potrebbero anche in pericolo di vita.
  4. Infezioni da lieviti resistenti ai medicinali. Gli antibiotici possono anche uccidere i batteri che normalmente mantengono sotto controllo i funghi, come ad esempio la Candida, creando così l’ambiente ideale per la sua crescita eccessiva e l’infezione. Il Centro per il Controllo delle Malattie Americano (Centers for Disease Control – CDC) riferisce che la Candida è la causa più comune delle infezioni del sangue negli ospedali negli Stati Uniti. Ogni caso di infezione aumenta i giorni di ricovero in ospedale da 3 a 13 giorni che in soldi equivalgono da $ 6.000 a $ 29.000 in spese sanitarie ulteriori. Alcuni tipi di Candida (ad esempio la Candidano antibiotici 320x126 CI: NO agli antibiotici   parte 1 glabrata) stanno diventando sempre più resistenti ai farmaci anti-fungini. Circa il 7% di tutti i tipi di Candida sono resistenti al fluconazolo (Diflucan), la maggior parte dei quali sono Candida glabrata.
  5. Il problema critico della resistenza agli antibiotici per la salute. Dei 30 milioni di sterline spese in antibiotici aggiunti nell’ambiente ogni anno, solo il 20% viene utilizzato negli esseri umani. Il resto vengono utilizzati in alimenti per animali che sono tenuti in ambienti inadatti e insalubri. Per prevenire le infezioni, gli agricoltori hanno usato milioni di sterline di antibiotici per mantenerli sani abbastanza per il mercato. Il problema, però, è che questo crea l’ambiente ideale in cui i batteri si adattano e cambiano formando dei cloni resistenti ai farmaci. Nel 2013 e 2014, 634 persone si sono infettate con un ceppo resistente multiplo di Salmonella Heidelberg dopo il consumo di pollo da Foster Farms (USA). Questa epidemia è risultata molto grave perché l’infezione era resistente a diversi ceppi di antibiotici.
    Proprio come gli animali possono diventare una “fabbrica” per i batteri resistenti agli antibiotici, così può succedere a voi e al vostro intestino. Infezioni resistenti ai farmaci causano malattie più gravi e mortalità a causa di malattie che sarebbero state curabili in precedenza. Senza dimenticare che la resistenza agli antibiotici allunga notevolmente il periodo di recupero da queste malattie, più visite mediche e trattamenti più invasivi e costosi.
  6. antibiotici animali allevament CI: NO agli antibiotici   parte 1Oggi il 5-10% delle infezioni della vescica sono resistenti ai farmaci. La resistenza agli antibiotici è ormai così comune che gli esperti riferiscono che i tassi di resistenza a infezioni della vescica comuni presso le cliniche di urologia sono attorno al 5-10% (USA).
  7. I superbatteri uccidono migliaia di persone ogni anno. Si stima che circa due milioni di persone si infettano con agenti patogeni resistenti agli antibiotici e almeno 23.000 muoiono ogni anno. Nel 2013, il CDC ha pubblicato un rapporto delle 18 più grandi minacce resistenti ai farmaci per la salute pubblica negli Stati Uniti. Il più urgenti sono: Clostridium difficile, Enterobatteriacee Carbapenemico-Resistenti (CRE) e Gonorrea.
  8. Spiagge & Acque scure possono portare MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina). Gli studi hanno trovato molteplici infezioni da stafilococco resistenti agli antibiotici sulle spiagge di tutto il mondo. Queste infezioni causano bolle che possono portare ad amputazioni e persino alla morte. MRSA è stato trovato in acqua di mare e sulla sabbia così come in tombini e impianti di trattamento delle acque reflue. Gli esperti consigliano di non nuotare o navigare entro 72 ore da una tempesta di pioggia a causa di potenziali patogeni, soprattutto in acque marroni. Ma, dobbiamo anche considerare come siano arrivati questi organismi infettivi. Molto probabilmente da rifiuti umani così come da rifiuti provenienti da grandi impianti di allevamento di animali. Quindi, si sta valutando l’inefficacia degli antibiotici e anche la conseguenza del loro massiccio utilizzo a lungo termine per gli uomini e per l’ambiente.
  9. Un Superbatterio per le vie urinarie. Un ceppo di Escherichia coli (H30) è stato collegato a 1,5 milioni di UTI (infezione delle vie urinarie) e a decine di migliaia di morti. Ha anche acquistato la capacità di diffondersi dal tratto urinario al sangue, portando a sepsi/setticemia. I ricercatori sono stati anche in grado di determinare due mutazioni di rilieescherichia coli 320x117 CI: NO agli antibiotici   parte 1vo. Dieci anni fa l’H30 è mutato per diventare resistente alla Ciprofloxacina (Ciproxin) (noto come H30-R). Poco dopo, un altra mutazione si è verificata (H30-Rx) che ora è resistente a diversi antibiotici ad ampio spettro tra le cefalosporine di terza generazione. La buona notizia è che questo almeno identifica un bersaglio che potrebbe essere utilizzato per lo sviluppo di un vaccino. Nel frattempo, queste infezioni continuano a diffondersi velocemente.
  10. I medici non possono più garantire che gli antibiotici debellino le infezioni. Quarant’anni fa, i medici avrebbero potuto virtualmente garantire che potevano uccidere la maggior parte delle infezioni nel corpo con un antibiotico. Oggi questo non è più possibile. Alcuni batteri sono così resistenti che non possono essere uccisi con alcun farmaco. I ricercatori stimano che nel giro di pochi decenni, procedure semplici come un intervento di sostituzione articolare potrebbe non essere più possibile a causa della mancanza di antibiotici efficaci. Si preoccupano inoltre che le vecchie infezioni e piaghe che una volta erano sconfitte con gli antibiotici potrebbero ripresentarsi e noi non saremmo in grado di curarle.

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