FILM: Zero Dark Thirty (2013)

FILM: ZERO DARK THIRTY (2013) – GENERE: FILM DI DENUCIA/DOCUMENTARIO

zero dark thirty FILM: Zero Dark Thirty (2013)REGISTA: Kathrin Bigelow, che ricordo soprattutto per gli ottimi film Point Break (1991) Strange Days (1995) e Hurt Locker (2008)

Attrice Protagonista: Jessica Chastain (per me un’illustre sconosciuta)

Questo film ha vinto l’oscar nel 2013 come “Miglior Regia” e una serie di altri prestigiosi premi.

La storia di questo film è piuttosto nota: Zero Dark Thirty  (che significa “mezzanotte e mezzo), è l’ora esatta in cui scattò’ il blitz militare Americano che portò all’uccisione di Osama Bin Laden, nel maggio 2011.

E’ un film nato dopo approfondite ricerche (da parte della regista) per scoprire il più realisticamente possibile come si arrivò ad identificare il nascondiglio dello “Sceicco del Terrore” e ad ucciderlo.

Si parla di una donna, agende della CIA, (si dice che la regista si identifichi in questo personaggio femminile), e della sua ostinazione. Con determinazione, caparbietà, intuitività, passione nel proprio lavoro fino all’ossessione, vincendo anche le resistenze e diffidenze dei propri superiori, impegnati in giochi di potere e spesso scontrandosi anche con la burocrazia, dopo quasi 10 anni di indagini, riesce a identificare l’obiettivo.

E’ una specie di “documentario”, un film ispirato a fatti reali di cui si sà già l’esito finale e quindi manca di suspance, originalità e di coinvolgimento.  La narrazione è piuttosto fredda a volte troppo veloce, difficile da seguire, ma mai eccessiva e risulta abbastanza esauriente.  Inizialmente ho fatto veramente fatica a stare dietro a tutti quei nomi arabi e quindi a capire di chi si stavano parlando.

Il film dura circa 2 ore e mezzo, troppo! Per fortuna la parte finale è forse quella meno didascalica, fredda, piatta e più coinvolgente.

L’argomento centrale è la difficoltà di contemperare l’efficacia di un lavoro di intelligence con comportamenti eticamente poco condivisi dall’opinione pubblica (le torture).

Alla fine del film, la protagonista nella sua solitudine, sull’aereo che la riporterà a casa, si mette a piangere.  Pianto liberatorio perchè avendo raggiunto l’obiettivo della sua missione  si sente liberata dalla sua ossessione, ma anche svuotata di energie e prospettive (ha passato oltre 10 anni a inseguire un’obiettivo a discapito della sua vita sociale). Non solo, ma ora dovrà rielaborare e convivere con le proprie azioni ed esperienze.

Dubbio Amletico: se i fatti si sono veramente svolti così era proprio necessario uccidere Osama Bin Laden ? Con tutti quei marines armati fino ai denti contro solo 3 o 4 uomini, 3 donne e qualche bambino, non vi sembra realistico pensare che si potesse prenderlo vivo?

GIUDIZIO: UN FILM PER APPASSIONATI DI STORIA MODERNA E GIORNALISMO. SE SIETE INTERESSATI ALL’ARGOMENTO, GUARDATEVELO A CASA ALTRIMENTI LASCIATE PERDERE.

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